Carlo Ponti, marito Sophia Loren/ “Quella che sono oggi lo devo a lui”

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Carlo Ponti è stato il grande amore della vita di Sophia Loren. A confermarlo ancora una volta è stata l’attrice Premio Oscar ospite di “A raccontare comincia tu” di Raffaella Carrà su Rai3. Il produttore cinematografico, in realtà, prima di sposarsi con la bella Sophia era già sposato con Giuliana Fiastri da cui ha avuto due figli: Guendalina Ponti e Alessandro “Alex” Ponti. L’incontro con la giovanissima attrice Sophia Loren stravolge la vita del produttore cinematografico che perde completamente la testa per lei: Sophia ha solo 16 anni, ma i due sono destinati a stare insieme. Nonostante il clamore mediatico e le accuse di bigamia, Carlo Ponti ottiene nel 1956 il divorzio dalla prima moglie Giuliana in Messico. Una volta ottenuto il divorzio l’anno dopo, per la precisione il 17 settembre 1957, il produttore cinematografico si unisce in matrimonio per procura con la Loren. Alcuni anno dopo i due rientrano in Italia dove vengono accusati di bigamia, ma negano di essersi sposati. Così nel 1962 il produttore cinematografico riceve l’annullamento del primo matrimonio con Giuliana Fiastri e tre anni dopo il divorzio. Una volta “legalmente libero”, Carlo Ponti sposa la sua amata Sophia Loren il 9 aprile 1966. Un amore importantissimo suggellato anche dalla nascita di due figli: Carlo Ponti, Jr e Edoardo Ponti.

Alessandra Mussolini/ “Mia zia Sophia Loren ha comprato il cognome di mia madre”

Sophia Loren: “Carlo Ponti è stato l’uomo della mia vita”

L’amore tra Sophia Loren e Carlo Ponti alla fine ha vinto su tutto e tutti. Ha vinto sulle accuse di bigamia, ma anche sulla morte se consideriamo le bellissime parole con cui l’attrice Premio Oscar per il film “La Ciociara” ha ricordato l’amato marito. “È stato l’uomo della mia vita” ha detto la Loren ospite del Festival Lumière di Lione dove è stata celebrata per il film diretto da Vittorio De Sica. Non solo, parlando proprio dello splendido rapporto vissuto col marito ha detto: “lui mi ha capita, non sarei mai stata quella che sono oggi se non lo avessi incontrato. Non sapevo cosa stessi facendo, non ero un’attrice”. Un incontro che le ha cambiato per sempre la vita e che l’ha spinta anche a rifiutare il corteggiamento di Cary Grant che provò a conquistarla durante un periodo di crisi vissuto con il marito Carlo Ponti. Nonostante quel piccolo momento no però la Loren restò fedele all’amato compagno su cui ha detto: “era la mia famiglia, con la sua morte ho perso un pezzo di me stessa”.

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Marta Donzelli al CSC

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Cinema, Franceschini designa Marta Donzelli presidente del Centro sperimentale. Dopo Zuchtriegel a Pompei un altro salto generazionale

“Sarà la produttrice cinematografica Marta Donzelli la nuova presidente del Centro Sperimentale di Cinematografia”. Lo rende noto il Ministro per i Beni e le Attività Culturali e per il Turismo, Dario Franceschini, che ha avviato le procedure di nomina del Presidente e del Cda della Fondazione Csc. Gli altri componenti del Cda indicati dal Ministro sono: Cristiana Capotondi; Guendalina Ponti; Andrea Purgatori.

Le designazioni saranno ora trasmesse alle commissioni Cultura di Camera e Senato per il passaggio parlamentare.

“Sono felice che Marta Donzelli e gli altri componenti del Cda abbiano accettato questo prestigioso incarico. Sono certo che sapranno guidare con visione il Centro Sperimentale e affrontare le numerose sfide che l’era digitale impone al cinema e all’audiovisivo” ha commentato Franceschini augurando “buon lavoro a Donzelli e all’intero Cda. Dopo la nomina di Zuchtriegel a Pompei – ha sottolineato Franceschini – un altro salto generazionale con una donna Presidente dinamica e innovativa”.

“Il Centro Sperimentale di Cinematografia – ha concluso il Ministro – è un’eccellenza italiana di cui essere orgogliosi che ha formato numerose generazioni di artisti stimati e riconosciuti in tutto il mondo. Ringrazio il Cda uscente e il suo presidente Felice Laudadio per l’importante lavoro che hanno svolto negli ultimi anni”.

Il nuovo Cda

Marta Donzelli (produttrice cinematografica) nata a Torino, vive e lavora a Roma. Dopo la laurea in Filosofia ha conseguito un dottorato con una tesi su Edmund Husserl. Nel 2004, insieme a Gregorio Paonessa, ha fondato la Vivo film, una casa di produzione indipendente con un catalogo di film selezionati e premiati dai più prestigiosi festival internazionali. È stata per molti anni responsabile della segreteria editoriale della Donzelli editore, “Maestra” del College di Cinema della Scuola Holden di Torino per il biennio 2017/2019 e, tra le altre cose, membro della giuria dei festival di Torino, Rotterdam e Karlovy Vary. È attualmente parte del comitato di direzione dell’Anica. Nel dicembre 2020 è stata eletta nel Board dell’EFA, la European Film Academy.

Cristiana Capotondi (attrice) nata a Roma nel settembre del 1980. Nel 1993 inizia la professione di attrice, alternando film d’autore e commedie per il grande pubblico, mini serie tv e qualche esperienza estera. Nel 2014 esordisce alla regia con un cortometraggio sociale e un racconto in quindici minuti su Il Corriere della sera, Milano2015. Nel gennaio 2016 idea e produce fuoricinema, una manifestazione cinematografica milanese dall’anima pop che ha ottenuto importanti riconoscimenti. È laureata in Scienze della comunicazione all’Università La Sapienza di Roma ed è fondatrice dell’associazione culturale IoSono. È socia fondatrice dell’Unione nazionale interpreti teatro e audiovisivo e Cavaliere della Repubblica Italiana.

Guendalina Ponti (avvocato) è specializzata in diritto d’autore, diritto cinematografico, proprietà intellettuale ed in diritto internazionale cinematografico, assiste molte tra le più importanti società italiane di produzione cinematografica e televisiva ed “studios” Europei e USA nella loro attività di produzione e distribuzione in Italia. La sua pratica include diritto civile e societario e contenzioso civile

Andrea Purgatori (giornalista, sceneggiatore e attore) Giornalista professionista dal 1974, nel 1980 ha conseguito il Master of Science in Journalism presso la Columbia University di New York. Inviato del Corriere della Sera dal 1976, in Iraq, Iran, Algeria, si è occupato di terrorismo nazionale e internazionale come il rapimento di Aldo Moro, la strage di Ustica e di delitti di mafia. Sceneggiatore di numerosi film per il cinema e la televisione e autore di saggi e romanzi. Docente di sceneggiatura al Centro sperimentale di cinematografia e all’Accademia d’arte drammatica Silvio d’Amico, membro del Direttivo dell’Accademia del cinema italiano e dell’European Film Academy. È stato Presidente di Greenpeace e consigliere di gestione della Siae in rappresentanza degli autori di cinema italiani.

Il presidente del Centro Sperimentale di Cinematografia, Felice Laudadio, e i componenti del Consiglio d’amministrazione uscente Roberto Andò, Giancarlo Giannini e Carlo Verdone, insieme alla direttrice generale Monica Cipriani, esprimono le più vive felicitazioni per la designazione da parte del ministro della Cultura Dario Franceschini della nuova presidente, Marta Donzelli, e del nuovo CdA composto da Cristiana Capotondi, Guendalina Ponti e Andrea Purgatori. E augurano buon lavoro ai nuovi vertici del CSC.

Il Centro Sperimentale di Cinematografia

Fondata nel 1935, la Fondazione Centro Sperimentale di Cinematografia è parte viva del contesto scientifico e culturale contemporaneo, e imprescindibile punto di riferimento per il cinema italiano e mondiale. La Fondazione è articolata in due principali settori: la Scuola Nazionale di Cinema, impegnata da ottant’anni nella formazione d’eccellenza per le professioni del cinema e la Cineteca Nazionale, uno dei più antichi e importanti archivi cinematografici del mondo.

La Scuola Nazionale di Cinema, che ha la sede principale a Roma e sedi distaccate in Abruzzo, Lombardia, Piemonte e Sicilia, organizza corsi d’alta specializzazione nell’ambito di tutte le discipline cinematografiche e dell’audiovisivo e si pone come missione lo sviluppo dell’arte e della tecnica cinematografica.

La Cineteca Nazionale raccoglie, preserva e restaura un patrimonio filmico che, in virtù del deposito di legge delle opere cinematografiche di produzione e coproduzione italiana, si arricchisce di anno in anno. Svolge, in Italia e all’estero, un ruolo di diffusione, valorizzazione e promozione di tale patrimonio culturale, anche mediante convenzioni con enti, istituzioni, festival, scuole, università e associazioni culturali.​

Las dos bodas de Sofía Loren y Carlo Ponti

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En su biografía de la artista, Silvana Giacobini recoge un testimonio de Sofía un poco distinto, de donde se deduce que su relación amorosa o sexual comenzó antes del verano del 54: “De vez en cuando nos fuimos encontrando, volvimos a vernos y con el tiempo esta historia fue importante para mí, y después, también para él. Así, había pasado más de un año de aquel primer encuentro. Dado que estaba casado, yo no me sentía en condiciones de darle un ultimátum, también porque a esa edad, yo entonces tenía solo dieciséis años, a esa edad no se pueden hacer esas cosas. Y además me disgustaba. Luego, cuando rodaba La chica del río, lo nuestro se convirtió en un vínculo más importante”. Tal vez Sofía cambió la versión de la historia para disimular que era menor cuando empezó a acostarse con Carlo, o para aparentar que cuando se inició el romance el matrimonio de Carlo con Giuliana ya era solo efectivo sobre el papel, porque los hijos de la pareja, Guendalina, y Alessandro, nacieron en el 51 y en el 53, cuando Sofía ya había entrado en la vida del productor pero, según ella, todavía no como amante.

En cualquier caso, Sofía y Carlo se convirtieron en pareja semioficial, aunque el divorcio no era legal en Italia y un matrimonio solo podía disolverlo la iglesia. Carlo comenzó las gestiones para obtener la anulación del tribunal de la Rota y mientras, se dedicó en cuerpo y alma a la carrera de su protegida, sin descuidar su labor al frente de otros éxitos como La Strada, las sempiternas comedias de Totó o Guerra y paz, que marcaría el final de su asociación con De Laurentiis, en lo que la prensa se apresuró a apuntar a una antipatía entre sus respectivas parejas-estrellas, Silvana Mangano y la Loren. No faltaba quién apuntaba también a una rivalidad entre la Lollobrigida y Sofía, acrecentada porque cuando la primera se negó a hacer la tercera parte de la popular saga Pan, amor y…, fue la segunda la que heredó su papel. A Sofía estas comparaciones entre estrellas italianas pronto se le quedaron pequeñas, porque Hollywood llamaba a su puerta. Primero fue un pequeño papel en La sirena y el delfín, y pronto, en el 56, se embarcó en el rodaje de Orgullo y pasión en España, donde conoció a Lucía Bosé y a Dominguín. En la película trabajan varios pesos pesados de la industria americana. Dirigía Stanley Kramer y la protagonizaban un Frank Sinatra atribulado por sus peleas con Ava Gardner, a la que Sofía sustituyó, y, sobre todo, Cary Grant. Cuando conoció a la jovencísima Sofía, Grant la ridiculizó llamándola de broma “Lorbrigida”, lo que a ella no le hizo ninguna gracia. Pero en poco tiempo, a vistas del resto del equipo, Cary Grant se quedó prendado por Sofía. La verdadera pregunta que todo el mundo se hacía, como dice Silvana Giacobini, era ¿cómo podía un gay enamorarse de una mujer? Hoy se da por hecho –nunca probado– que la relación del actor con el también actor Randolph Scott fue sexual, pero más allá de los mentideros de Hollywood, en los 50, Cary era considerado hetero porque actuaba como tal, y tampoco es que existiese mucho espacio en la meca del cine para comportarse de otra manera. En el 56 Cary se había casado tres veces, obviamente con mujeres, era mayor incluso que Carlo Ponti y comenzó a intentar conquistar a Sofía con todos los medios a su alcance.

“La vita davanti a sè”: una storia che lascia senza fiato

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Ci sono film che, già prima di guardarli, si ha la sensazione che siano speciali, di quelli che lasciano un segno profondo. “La vita davanti a sè”, diretto da Edoardo Ponti e che vede come protagonista la madre, Sophia Loren, non segna solo il ritorno sul set dopo 10 anni dell’immensa Sophia, ma è un progetto importante per tutto ciò che racconta. A sottolinearlo sono i produttori e curatori del progetto, Carlo Degli Esposti e Nicola Serra di Palomar, che hanno introdotto l’anteprima Netflix.

“Un film a cui teniamo tantissimo” spiega Degli Esposti “tutto è nato su una terrazza romana, dove abbiamo deciso con Edoardo di trarre questo film dal libro di Romain Gary. Un grazie va a Guendalina Ponti, Patrizia Massa e Sara Furio, tre grandi donne che hanno reso possibile questo progetto.”

“Avere la possibilità di fare questo film con grandi valori è meraviglioso. Un film di grandi colori, i colori di un Puglia fantastica.” continua Nicola Serra. Entrambi emozionati, pongono l’accento sul giovane e talentuoso protagonista :“Ibrahima Gueye è un piccolo grande attore che siamo certi il pubblico saprà apprezzare.”

Tratto dal romanzo di Romain Gary, è la storia di Madame Rosa, un’ebrea sopravvissuta all’Olocausto, ex prostituta, che per sopravvivere ospita nel piccolo appartamento a Bari bambini in difficoltà. Riluttante, su richiesta del dottor Coen (il grande Renato Carpentieri), suo vecchio amico, accetta di occuparsi di Momo, un ragazzino di origini senegalesi (Ibrahima Gueye), che vive in strada e l’aveva derubata poco prima al mercato. Dall’iniziale diffidenza, un rapporto conflittuale, nascerà un legame forte, tenero e solidale. “Il messaggio del film”, ha spiegato Sophia nel corso di un’intervista, “è quello della tolleranza e dell’amore. Tutti abbiamo il diritto di essere amati, che i nostri sogni si realizzino”. È stato Edoardo, autore della sceneggiatore con Ugo Chiti, a riportare la madre sul set; Nel cast anche Iosif Diego Pirvu, Massimiliano Rossi, Abril Zamora, Babak Karim.

La storia è stata attualizzata e trasferita in Italia, come dicevamo, in Puglia. “Dovevamo trovare una città che fosse un crocevia di tante etnie, un mosaico di religioni e culture, esteticamente calda e umana, con una grande luce e colori vitali” ha spiegato il regista. “Bari era giusta. L’adattamento è stato difficile perché – come capita con i libri molto belli – era difficile sacrificare le pagine. Ci siamo concentrati sull’amicizia tra Momo e Madame Rosa, alla fine molto simili anche se lontani per storia, cultura, religione.”

Il film è un susseguirisi di emozioni semplici e profondissime. Il rapporto che si crea fra Momo e Madame Rosa diviene a poco a poco sempre più speciale. La diffidenza divente amore, legame, similitudine seppiur nelle differenze delle loro vite, accomunate dal dolore e dalla solitudine. Due mondi che si fondono, che sapranno unirsi e capirsi giorno dopo giorno, dandosi senza remore. Madame Rosa riscopre la tenerezza che non provava da troppo tempo e che riusciva a donare solo ai bambini di cui si occupa e a Lola, la dolcissima prostituta transessuale interpretata in modo splendido da Abril Zamora. Il suo personaggio, allegro e malinconico, rende ancora più prezioso l’intero film. In un degrado di vite che sembrano abbandonate a loro stesse, Momo e Madame Rosa riaccendono la fiammella della speranza, tenendosi per mano fino all’ultimo. Una lotta continua per la felicità, racchiusa nelle parole bellissime e ribelli di Momo: “Io alla felicità non voglio leccargli il culo. Se viene viene. Io e lei non siamo della stessa razza.” Due mondi lontanissimi possono amarsi, non esistono differenze di sesso, età, religione. Basta il cuore per vedersi, per trovarsi e non lasciarsi più, nonostante tutto. Il film è un crescendo di commozione e bellezza, con una Sophia Loren che con un solo sguardo dice tutto. Splendida e ipnotica, dimostra ancora una volta la differenza tra essere una brava attrice e un’icona.

“La vita davanti a sè” è un film importante, soprattutto in un momento storico in cui le differenze culturali sembrano essere un problema insormontabile e l’intolleranza e la violenza dilagano, a partire dai social. Edoardo Ponti riesce a dare voci agli invisibili e parlare dell’amore nella sua forma più alta senza retorica. Guardando il film, si ha solo voglia di abbracciare uno a uno i protagonisti. Ogni lacrima, ogni gesto disperato, ogni tenerezza non sono mai casuali, e spingono a guardarsi dentro, a capire chi siamo e da quanto tempo, magari, non siamo sinceri con noi stessi. La canzone che chiude il film, Io Sì (Seen), interpretata da Laura Pausini (che ha regalato una bellissima perfomance piano e voce del brano alla fine dell’anterprima), è semplicemente perfetta per raccontare in 3 minuti il se nso più profondo del film, che racchiuderei proprio nelle parole del ritronello: “Nessuno ti vede, ma io sì”. I protagonisti sono stati ignorati dai più, ma loro hanno avuto il coraggio di mettersi a nudo e scoprirsi in tutta la loro fragilità. E se già si parla di Oscar, la certezza che resta a chi lo guarda è la profondità che l’arte può raggiungere, semplicemente raccontando una storia.

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“La vita davanti a sè”/ The Life Aheah sarà disponibile su Netflix da venerdì 13 novembre.

Marta Donzelli presidente del Centro Sperimentale

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Marta Donzelli presidente del Centro Sperimentale

Sarà la produttrice cinematografica Marta Donzelli la nuova presidente del Centro Sperimentale di Cinematografia. Lo rende noto il Ministro per i Beni e le Attività Culturali e per il Turismo, Dario Franceschini, che ha avviato le procedure di nomina del presidente e del Cda della Fondazione Csc. Gli altri componenti del Cda indicati dal Ministro sono: Cristiana Capotondi, Guendalina Ponti e Andrea Purgatori.

Le designazioni saranno ora trasmesse alle commissioni Cultura di Camera e Senato per il passaggio parlamentare. “Sono felice che Marta Donzelli e gli altri componenti del Cda abbiano accettato questo prestigioso incarico. Sono certo che sapranno guidare con visione il Centro Sperimentale e affrontare le numerose sfide che l’era digitale impone al cinema e all’audiovisivo”, ha commentato Franceschini augurando “buon lavoro a Donzelli e all’intero Cda. Dopo la nomina di Zuchtriegel a Pompei - ha sottolineato Franceschini - un altro salto generazionale con una donna Presidente dinamica e innovativa”. “Il Centro Sperimentale di Cinematografia - ha concluso il ministro – è un’eccellenza italiana di cui essere orgogliosi che ha formato numerose generazioni di artisti stimati e riconosciuti in tutto il mondo. Ringrazio il Cda uscente e il suo presidente Felice Laudadio per l’importante lavoro che hanno svolto negli ultimi anni”.

Marta Donzelli (produttrice cinematografica) nata a Torino, vive e lavora a Roma. Dopo la laurea in Filosofia ha conseguito un dottorato con una tesi su Edmund Husserl. Nel 2004, insieme a Gregorio Paonessa, ha fondato la Vivo Film, una casa di produzione indipendente con un catalogo di film selezionati e premiati dai più prestigiosi festival internazionali. È stata per molti anni responsabile della segreteria editoriale della Donzelli editore, ‘Maestra’ del College di Cinema della Scuola Holden di Torino per il biennio 2017/2019 e, tra le altre cose, membro della giuria dei festival di Torino, Rotterdam e Karlovy Vary. È attualmente parte del comitato di direzione dell’Anica. Nel dicembre 2020 è stata eletta nel Board dell’EFA, la European Film Academy.

Cristiana Capotondi (attrice) nata a Roma nel settembre del 1980. Nel 1993 inizia la professione di attrice, alternando film d’autore e commedie per il grande pubblico, mini serie tv e qualche esperienza estera. Nel 2014 esordisce alla regia con un cortometraggio sociale e un racconto in quindici minuti su ‘Il Corriere della sera’, Milano 2015. Nel gennaio 2016 idea e produce fuoricinema, una manifestazione cinematografica milanese dall’anima pop che ha ottenuto importanti riconoscimenti. È laureata in Scienze della comunicazione all’Università La Sapienza di Roma ed è fondatrice dell’associazione culturale IoSono. È socia fondatrice dell’Unione nazionale interpreti teatro e audiovisivo e Cavaliere della Repubblica Italiana.

Guendalina Ponti (avvocato) è specializzata in diritto d’autore, diritto cinematografico, proprietà intellettuale ed in diritto internazionale cinematografico, assiste molte tra le più importanti società italiane di produzione cinematografica e televisiva ed Studios Europei e USA nella loro attività di produzione e distribuzione in Italia. La sua pratica include diritto civile e societario e contenzioso civile.

Andrea Purgatori (giornalista, sceneggiatore e attore) giornalista professionista dal 1974, nel 1980 ha conseguito il Master of Science in Journalism presso la Columbia University di New York. Inviato del Corriere della Sera dal 1976, in Iraq, Iran, Algeria, si è occupato di terrorismo nazionale e internazionale come il rapimento di Aldo Moro, la strage di Ustica e di delitti di mafia. Sceneggiatore di numerosi film per il cinema e la televisione e autore di saggi e romanzi. Docente di sceneggiatura al Centro sperimentale di cinematografia e all’Accademia d’arte drammatica Silvio d’Amico, membro del Direttivo dell’Accademia del cinema italiano e dell’European Film Academy. È stato presidente di Greenpeace e consigliere di gestione della Siae in rappresentanza degli autori di cinema italiani.

Fondata nel 1935, la Fondazione Centro Sperimentale di Cinematografia è parte viva del contesto scientifico e culturale contemporaneo, e imprescindibile punto di riferimento per il cinema italiano e mondiale. La Fondazione è articolata in due principali settori: la Scuola Nazionale di Cinema, impegnata da ottant’anni nella formazione d’eccellenza per le professioni del cinema e la Cineteca Nazionale, uno dei più antichi e importanti archivi cinematografici del mondo.

La Scuola Nazionale di Cinema, che ha la sede principale a Roma e sedi distaccate in Abruzzo, Lombardia, Piemonte e Sicilia, organizza corsi d’alta specializzazione nell’ambito di tutte le discipline cinematografiche e dell’audiovisivo e si pone come missione lo sviluppo dell’arte e della tecnica cinematografica.

La Cineteca Nazionale raccoglie, preserva e restaura un patrimonio filmico che, in virtù del deposito di legge delle opere cinematografiche di produzione e coproduzione italiana, si arricchisce di anno in anno. Svolge, in Italia e all’estero, un ruolo di diffusione, valorizzazione e promozione di tale patrimonio culturale, anche mediante convenzioni con enti, istituzioni, festival, scuole, università e associazioni culturali.

Il presidente uscente Felice Laudadio, insieme al cda (Roberto Andò, Giancarlo Giannini e Carlo Verdone) e alla direttrice generale Monica Cipriani, ha inviato le sue felicitazioni a Marta Donzelli e al nuovo cda.